La scienza del biotipo e la perdita peso

Genetica e perdere peso

Come la genetica influisce sul tuo grasso corporeo e sul tuo perdere peso

Cerchiamo di comprendere quale relazione lega il biotipo al perdere peso.
Per biotipo si intende come siamo geneticamente più predisposti a depositare grasso a livello corporeo in una maniera rispetto a un’altra. Ci sono persone che ingrassano molto sull’addome, altre in maniera omogenea su tutto il corpo, altre ancora prevalentemente sui fianchi e glutei. E poi ci sono quei soggetti che noi riteniamo più fortunati che mangiano e tendono a non ingrassare, ma non vuol dire che siano sani e che non abbiano inestetismi.
Questi 4 biotipi scientificamente si definiscono iperlipogenetico (forma di mela), ipolipolitico (forma di pera), ipermisto (forma di peperone) e ipomisoi (forma di banana).

La caratteristica di ogni biotipo è di avere una predominanza di alcuni ormoni che influenzano il modo in cui noi ingrassiamo (e quindi anche la perdita peso) oppure, se ci alimentiamo in maniera sbagliata, il modo in cui inibiamo altri ormoni che invece potrebbero essere utili per il nostro metabolismo.

Ti faccio un esempio

Il classico soggetto iperlipogenetico che assume la tipica forma a mela e che ingrassa molto sull’addome, è un soggetto che produce tendenzialmente più cortisolo del normale. Tutti produciamo cortisolo, l’ormone dello stress, prevalentemente al mattino, però di fatto l’iperlipogentetico ha una predisposizione maggiore a questa produzione.

Il cortisolo ha delle funzioni utili per l’organismo ma tende anche a peggiorare la capacità delle cellule di captare lo zucchero. Si crea così una resistenza nell’utilizzo dei carboidrati predisponendone una conversione più rapida in grasso che si deposita sull’addome e che aumenta il grasso viscerale, causa di grosse e numerose patologie.

Nel concetto del biotipo è importante quindi anche la ripartizione dei macronutrienti all’interno della giornata. Come comporre il piatto con le giuste quantità di carboidrati, proteine e grassi nei diversi pasti? Questo aspetto è a volte sottovalutato e spesso si rimane ancorati ai retaggi del passato, come ad esempio il fatto di non mangiare carboidrati la sera. Oggi abbiamo capito come questa affermazione possa essere vera oppure smentita. Da cosa dipende? Dal tuo biotipo!

Basandoci su queste conoscenze scientifiche possiamo stilare dei protocolli di allenamento, alimentari e integrativi più efficaci e performanti sia nel perdere peso che nella ricomposizione corporea, nella prevenzione e nel benessere della persona.

Biotipo e perdere peso localizzato

Ci tengo a fare una precisazione perchè si sente parlare spesso di biotipo come dimagrimento localizzato, ma non è corretto. Non si può dimagrire in un punto preciso del corpo e basta! Quando fai un taglio calorico o una ripartizione corretta dei nutrienti di fatto tu dimagrisci in generale.

Quello che si può fare conoscendo il tuo biotipo è, in un contesto di perdita peso generale, essere più efficace dove ti interessa. Il biotipo è quella marcia in più che ti avvicina al tuo obiettivo, è il turbo che ti permette di arrivare prima alla meta.

Grasso viscerale

Ci sono caratteristiche che accomunano alcuni biotipi, li rendono per certi versi simili.

E’ il caso dell’iperlipogenetico (mela) e dell’permisto (peperone). Entrambi tendono quando aumentano di peso ad aumentare anche un valore importante, il grasso viscerale che non è solo il grasso “della pancia” ma è quello che si deposita all’interno della tua cavità addominale e di fatto avvolge gli organi vitali, come cuore, polmoni, fegato, intestino e via dicendo. Il problema è che un alto grasso viscerale (oltre a far sparire gli addominali 🙂 ) è un fattore di rischio di diverse patologie come alti valori di colesterolo e trigliceridi, gotta, ipertensione arteriosa, calcolosi colecisti, tumori, malattie cardiovascolari, insulinoresistenza, patologie potenzialmente mortali. Ecco come curarsi con allenamento e nutrizione specifici è importante per un aspetto di perdita peso e di benessere, ma anche e soprattutto di salute.

Ritenzione idrica e cellulite

L’aspetto che accomuna l’ipolipolitico (pera) e l’ipomisto (banana) è la presenza di cellulite e ritenzione idrica, una problematica che colpisce prevalentemente noi donne. Alla base uomini e donne hanno una impostazione strutturale diversa: i legami di collagene dell’uomo sono inclinati, in diagonale, a nido d’ape, molto più resistenti e con maggiore elasticità rispetto a quelli delle donne che sono degli steli verticali e collassano più facilmente.
Noi donne abbiamo quindi più predisposizione degli uomini per quanto riguarda cellulite e ritenzione idrica. Va però detto che a volte non siamo lungimiranti in questo, non utilizziamo l’alimentazione e l’integrazione e l’allenamento a nostro vantaggio.

Due parole sulla cellulite, un’infiammazione dovuta al fatto che il reflusso sanguigno dal basso verso l’alto inizia a sfiancarsi, si fa più fatica ad avere un corretto ritorno venoso. Questo aspetto dipende dalla tua genetica e dal tuo stile di vita. I piccoli vasi tendono a dilatarsi, le pareti diventano porose, permeabili e l’acqua fuoriesce e si va ad inserire nel tessuto adiposo che sta tra il muscolo e la pelle. La struttura di collagene perde la sua struttura e il grasso inizia a gonfiarsi creando un edema che crea a sua volta un’infiammazione e uno stato nutrizionale del tessuto deficitario provocando un cambiamento strutturale della pelle che crea la famosa buccia d’arancia.

Nutrizione, ritenzione idrica, cellulite e perdere peso

Parlando di come la nutrizione sia importante nel perdere peso e non solo, una cosa di cui ti voglio parlare sono le diete lowcarb iperproteiche. Mentre il soggetto a mela e a peperone (prevalentemente maschile) di fatto reagisce bene ad una dieta e tende a farla bene, il soggetto pera (prevalentemente femminile) tende come- caratteristica a volere dei risultati veloci, nel breve periodo. Questo porta principalmente le donne ad una vulnerabilità legata ai risultati rapidi che si traduce nell’adottare una dieta e percorsi nutrizionali e di allenamento non corretti e funzionali nel medio e lungo periodo. Per perdere peso bisogna togliere i carboidrati a tutti i costi ed è un errore incredibile, soprattutto per quelle donne che hanno tanta ritenzione idrica e cellulite.

Quando togli i carboidrati per perdere peso

Quando fai una dieta iperproteica togliendo i carboidrati peggiori la situazione. In un primo momento il peso sulla bilancia scende. Dopo poco ti rendi conto che dimagrisci nella parte alta del corpo dove non ti interessa, magari anche il seno diminuisce. Invece nella parte inferiore del corpo continui ad avere lo stesso problema, anzi, potrebbe addirittura peggiorare. Ti gonfi, ti demotivi, smetti, riprendi il peso che hai perso e magari anche con gli interessi. Questo ciclo negli anni ti distrugge il metabolismo e non ti rendi conto come sia possibile che dai 30 ai 40 anni il tuo peso aumenta anche di 10/15 chili. Ebbene sì, è per il ciclo sbagliato che hai innescato!

Questo accade perchè quando togli i carboidrati dalla tua alimentazione stai togliendo il carburante necessario al tuo corpo che reagisce reperendolo altrove e nello specifico dalle proteine che trasforma in energia (gliconeogenesi). Tra queste proteine viene reclutata anche l’albumina, un aminoacido che ha la capacità di gestire i volumi dei liquidi all’interno del tuo organismo. Venendo meno a questa funzione perdi la capacità di gestire i liquidi all’interno del corpo. Questo porta ad una ulteriore fuoriuscita dei liquidi dai vasi immettendo acqua dove ne hai già in eccesso, ossia su glutei e cosce peggiorando la ritenzione idrica, l’infiammazione e la cellulite.

In questo caso è vero che la genetica di base non ti aiuta, ma è altrettanto vero che le tue decisioni in ambito nutrizionale peggiorano notevolmente la situazione.

Allenamento, ritenzione idrica, cellulite e perdere peso

Parlando invece di allenamento solitamente noi donne cosa tendono a fare quando vogliamo perdere peso? Andare a correre o lunghe camminate o in palestra allenandoci con poco peso e tante ripetizioni perchè abbiamo paura di diventare troppo muscolose e con le gambe “troppo grosse”. Così facendo creiamo ancora più infiammazione nei punti già infiammati e critici, gambe e glutei.

Tutti allenamenti non adatti alla situazione e non funzionali al nostro obiettivo!

Bisogna, soprattutto inizialmente, cercare di lavorare senza produzione di acido lattico, lavorare con circuiti capillarizzanti come il pha ma non solo, fare lavori specifici per portare piano piano l’infiammazione a diminuire abbinando alimentazione corretta e integrazione specifica.

Così facendo ti accompagno verso il tuo obiettivo fino a quando il tuo corpo riuscirà a reggere certi tipi di stress e potrai swichare su allenamenti differenti. Sarà una grande soddisfazione perchè significa che avrai raggiunto risultati importanti, avrai perso peso, ridotto la ritenzione idrica e la cellulite sarà migliorata, gambe e glutei saranno più sgonfi, ti sentirai più leggera e sorriderai guardando la nuova versione di te!

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